Ulcere Venose
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INSUFFICIENZA VENOSA: fattori predisponenti
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FAMILIARITA’
Si rileva una incidenza maggiore della insufficienza venosa in alcune famiglie, ma ad oggi non è dimostrata l’ereditarietà della malattia per trasmissione genetica.

SESSO
Il sesso femminile è il più colpito.

OBESITA’
Esercita varie influenze negative sullo svuotamento venoso e dunque l’obeso è più soggetto ad ammalarsi.

SEDENTARIETA’
Favorisce lo sviluppo di una insufficienza venosa.

CALDO ECCESSIVO
Determina una dilatazione delle vene, aumenta i disturbi e può favorire l’insorgenza di una insufficienza venosa.

ETA’
E' dimostrato un aumento di frequenza della malattia all’aumentare dell’età.

PILLOLA E TERAPIE ORMONALI SOSTITUTIVE
Possono aumentare i disturbi dell’insufficienza venosa, possono favorire lo sviluppo di capillari e la possibilità di insorgenza di flebiti in presenza di fattori di rischio concomitanti come le varici degli arti inferiori (soprattutto le terapie ormonali sostitutive effettuate ad esempio in menopausa).

STATICA CORPOREA
Un appoggio del piede non corretto (piede cavo e piatto, alluce valgo ecc.), le alterazioni della colonna vertebrale e tutti i difetti della postura (ad esempio le dismetrie degli arti inferiori) possono favorire lo sviluppo di una insufficienza venosa.

LAVORO
Tutti i lavori che costringono a stare molto in piedi o seduti predispongono allo sviluppo di una insufficienza venosa o la aggravano se essa è già presente.

STIPSI
Ostacola lo svuotamento venoso degli arti inferiori.

IMMOBILITA’
Essere costretti per molto tempo all’immobilità può favorire l’insorgenza di alcune patologie come flebiti superficiali e trombosi venose, soprattutto se preesistono fattori di rischio come le varici: è sempre consigliabile una valutazione specialistica per programmare le misure preventive e praticare gli esercizi consigliati.

GRAVIDANZA
Può determinare lo sviluppo o l’aggravamento dell’insufficienza venosa per motivi ormonali (aumento di estrogeni e progesterone), per l’aumento di pressione addominale da parte dell’utero gravido e per le modificazioni che il deflusso venoso subisce a livello della regione addominale inferiore; il numero di gravidanze aumenta la probabilità di sviluppare malattie venose. In gravidanza possono insorgere sintomi quali piedi e caviglie gonfie anche in donne sane, non affette da patologie venose o linfatiche, per i fattori esposti. Possono manifestarsi inoltre dilatazioni venose diffuse anche in donne che non soffrivano precedentemente di varici, di solito queste varicosità tendono a ridursi o addirittura a scomparire dopo il parto. Gli elementi quindi che possono determinare la comparsa o l’aggravamento dell’insufficienza venosa in gravidanza sono rappresentati da:

1. aumento del volume del sangue;

2. diminuzione del tono vascolare provocato dagli ormoni della gravidanza;

3. aumento della pressione delle vene nelle gambe sia in posizione eretta che supina;

4. modifica della composizione del sangue per la diminuzione delle proteine che trattengono liquidi all’interno dei vasi;

5. aumento della coagulabilità del sangue.






ulcere venose, pressoterapia, linfedema arti inferiori